Il Progetto CompostA

Progetto CompostA: descrizione

Il progetto compostA

Il problema della “eccedenza” di effluenti zootecnici è destinato a diventare sempre più pressante per gli allevatori.

Infatti, dopo il recepimento anche in Italia della “direttiva nitrati”, le normative regionali in materia ambientale hanno, quale obiettivo, il mantenimento di un equilibrato rapporto tra zootecnia e ambiente mediante il controllo non più del rapporto tra peso vivo allevato e superficie agraria, bensì di quello tra azoto distribuito (azoto in campo) e terreno.

Il progetto, denominato PIF BASILICATA LATTE riguarda il trasferimento di tecnologie semplificate di COMPOSTaggio in Aziende zootecniche per la produzione di latte

L’intervento progettuale prevede la realizzazione, presso le aziende zootecniche coinvolte, di sistemi di compostaggio “low-technology/on farm”. 

LA STRUTTURA DI RICERCA

Il Dicem dell'Università della Basilicata (Dicem-UNIBAS) si caratterizza per la vasta esperienza nello studio e nella definizione di agro-sistemi ad elevata sostenibilità.

L’attività di ricerca dell’Unità Operativa esamina tecnologie innovative quali:

  • l’inerbimento, temporaneo e permanente;
  • la produzione e l’uso del compost;
  • la fertirrigazione e le concimazioni epigee;
  • lo studio della fase di transizione da sistemi di produzione convenzionale a sistemi di coltivazione innovativi.

Le ricerche hanno esaminato principalmente:

  1. il ruolo svolto dalla biomassa microbica del suolo nei processi di immobilizzazione/liberazione dei nutritivi (tramite esperimenti condotti in condizioni di campo ed in ambiente controllato);
  2. l’andamento annuale della disponibilità dei nutritivi nel suolo in relazione alla tecnica di gestione adottata; gli indici di qualità del suolo (es. respirazione, biomassa microbica, quoziente respiratorio) e della produzione.

La ricerca è attualmente indirizzata allo studio delle tecnologie di compostaggio semplificate in azienda ed alla caratterizzazione ed uso degli estratti di compost; alla loro valutazione energetica, economica ed ambientale del loro impiego.

Il Dicem-UNIBAS è stato sempre molto attivo nella divulgazione dei risultati ottenuti dalla ricerca a livello di organizzazioni di categoria e/o di associazioni di produttori.


INTRODUZIONE

Il problema della “eccedenza” di effluenti zootecnici è destinato a diventare sempre più pressante per gli allevatori. Infatti, dopo il recepimento anche in Italia della “direttiva nitrati”, le normative regionali in materia ambientale hanno quale obiettivo il mantenimento di un equilibrato rapporto tra zootecnia e ambiente mediante il controllo non più del rapporto tra peso vivo allevato e superficie agraria, bensì di quello tra azoto distribuito (azoto in campo) e terreno.

Ma l’applicazione della normativa incontra notevoli difficoltà nei contesti in cui:

  • a)  è presente uno squilibrio tra carico animale e superficie foraggera coltivata;
  • b) è presente un impiego modesto di paglia, quale lettiera, con complicazioni pesanti nelle fasi di stoccaggio, maturazione e distribuzione del letame, oltre che interne alla stalla;
  • c) sono state adottate tecniche di allevamento che fanno residuare un liquame anziché letame con l’introduzione di problemi importanti di gestione delle deiezioni. Spesso tali problemi sono accentuati da specifiche condizioni orografiche, geologiche e climatiche;
  • d) i volumi di stoccaggio sono insufficienti e costringono gli allevatori a distribuzioni non sempre corrette sia dal punto di vista agronomico che ambientale.

OBIETTIVI GENERALI

Obiettivo principale del progetto è favorire la diffusione presso le aziende zootecniche di tecnologie semplificate di compostaggio (COMPOSTAGGIO LOW-TECHNOLOGY/ON-FARM) mirate al riutilizzo di diverse matrici organiche interne all’azienda (deiezioni animali, residui vegetali di diversa natura) ed al reimpiego sostenibile del compost così ottenuto:

a) per il recupero/aumento della fertilità dei terreni;

b) per il miglioramento della qualità della vita delle popolazioni rurali (miglioramento delle condizioni igienico-sanitarie);

c) per il potenziamento del ruolo del suolo nel sequestro del carbonio; d) per il risparmio di input esterni quali fertilizzanti, pesticidi e acqua e soprattutto per una riduzione dei costi di gestione dei reflui.

Il progetto prevede il trasferimento di tecnologie innovative, poco costose ed a basso impatto ambientale negativo, agli operatori del settore zootecnico da parte dei soggetti attivi nel mondo della ricerca.


OBIETTIVI GENERALI E SPECIFICI

  1. Trasferire una collaudata tecnologia di compostaggio incentrata sull’utilizzo di matrici organiche prodotte nelle aziende partecipanti al progetto (deiezioni zootecniche; residui di potatura di fruttiferi e piante forestali; cascami vegetali; alimenti per gli animali deteriorati; ecc.).

  2. Ridurre i tempi totali di maturazione delle deiezioni zootecniche.

  3. Adottare tecnologie semplificate a basso costo ed elevata trasferibilità (LOW-TECHNOLOGY/ON-FARM), per l’ottenimento di un prodotto stabilizzato da riutilizzare nelle stesse aziende, per aumentarne la fertilità dei terreni e potenziarne il ruolo nel sequestro del carbonio, per conseguire risparmi nell’uso di input esterni (fertilizzanti, pesticidi, acqua).

  4. Realizzare un sistema di compostaggio in piccola scala per lo studio del processo.

  5. Definire un sistema di compostaggio che minimizzi le perdite di elementi nutritivi agendo sulla composizione del materiale strutturante (quantità e qualità del cippato).

  6. Realizzare un software per la corretta gestione agronomica e amministrativa delle deiezioni zootecniche e del compost prodotto in azienda.

  7. Ricostruire le reti verdi all’interno delle aziende del progetto con finalità sia ecologiche che di qualità della presentazione dell’azienda all’esterno.

Il feed back derivante dall’applicazione dei protocolli nelle aziende rinforzerà le relazioni fra le diverse figure professionali coinvolte (allevatori, ricercatori, professionisti). Il progetto contribuirà a creare e rafforzare i servizi di supporto alle aziende e stimolare iniziative imprenditoriali nel territorio coinvolto.


DESCRIZIONE DEL PROGETTO

L’intervento progettuale prevede la realizzazione, presso le aziende zootecniche coinvolte, di sistemi di compostaggio “low-technology/on farm”.

In particolare saranno realizzati dei piccoli interventi sulle strutture aziendali esistenti così porre il cumulo ottenuto con materiale organico costituito da reflui zootecnici palabili (lettiera di paglia e cippato) e residui legnosi di potatura su platee impermeabilizzate.

Per la costituzione del cumulo ed il suo arieggiamento verranno utilizzati la macchina spandiletame e  la pala meccanica disponibili presso le aziende zootecniche coinvolte nel progetto e sistemi di insufflazione da realizzare:

  • Il cumulo sarà arieggiato tramite un sistema di insufflazione attiva costituito da una rete di tubi in polietilene, opportunamente forati, posti alla base del cumulo, in cui viene insufflata aria sistematicamente tramite una soffiante.
  • Il cumulo sarà inumidito prioritariamente con gli eventuali percolati o utilizzando i reflui liquidi.
  • Durante il processo di compostaggio verrà monitorata la temperatura e l’umidità del cumulo così da conseguire un prodotto compost di elevata qualità.

In tre delle aziende aderenti al progetto saranno realizzate delle siepi miste a differenti strati nonché saranno poste a dimora delle piante che avranno la funzione ombreggiante degli animali allevati.

Sarà realizzato un software per la gestione dei reflui zootecnici alla luce della normativa della Regione Basilicata.

Il software precede la redazione del piano di spandimento dei reflui e della modulistica necessaria per tutti gli adempimenti amministrativi  del caso (comunicazione, ecc.). La progettazione e realizzazione sarà tale da poter integrare il software all’interno delle procedure autorizzative regionali e costituire quindi un’importante utility per gli allevatori, i tecnici nonché gli amministratori.

PRODOTTI DELL’INTERVENTO PROGETTUALE SARANNO

a) il trasferimento dei principi e della tecnica di compostaggio (tecnologia) agli operatori direttamente coinvolti nell’intervento con la  metodologia del “fare insieme”.

b) un sistema semplificato di controllo del processo di compostaggio a “controllo di temperatura” destinato alle singole aziende

e) un sistema esperto (software) per l’utilizzo sostenibile delle deiezioni animali e del compost nel rispetto della normativa vigente;

f)  1 ciclo di compostaggio per ciascuna azienda partecipante al progetto

g) 2 interventi divulgativi con visite agli impianti di compostaggio ed alle reti verdi realizzate

h) 1 Convegno di fine progetto

INDICATORI DI ATTIVITÀ

  • Spesa realizzata/obbiettivi conseguiti
  • Numero di cicli di compostaggio realizzati
  • Tonnellate di compost prodotto
  • Software realizzato
  • Numero di piante messe a dimora
  • Metri di siepe realizzati
  • Numero aziende informate dell’intervento di collaudo
  • Numero di interventi divulgativi realizzati
  • Numero Convegni in cui sono state riportate le attività svolte con il progetto

 

 

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